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Tutta la verità sul peso di Vanessa Incontrada

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Ahi serva estate, di dolore ostello”. Che non se ne abbia a male il grande Dante Alighieri se mi sono permessa di parafrasare una delle sue più celebri invettive, in cui criticava aspramente la condizione politica dell’Italia. In questo caso l’invettiva non riguarda la politica, ma la società in cui la “povera estate ridotta a schiavitù” è “dimora di sofferenze”, occhiate maligne alla cellulite e alle cosce di chi la cellulite non ce l’ha. La riflessione nasce da una foto pubblicata prima su Instagram, e poi nel settimanale Nuovo, da Riccardo Signoretti. Il direttore del settimanale prima di ogni uscita in edicola condivide sui social una piccola anteprima di cosa si potrà leggere nel magazine. Nulla di strano, anzi. In questo caso però Signoretti ha fatto una scelta che se analizzata bene risulta quasi essere un esperimento sociale.

La foto in questione non solo è stata commentata ma ha portato ad un vero e proprio dibattito social in cui viene vista come un’offesa a Vanessa, un atto di body shaming, in quanto non la ritrarrebbe per com’è veramente. Da qui nasce la volontà di spiegare perché il problema non sia la foto ma la percezione che si ha di essa.

Una precisazione: il problema non è criticare Nuovo e la sua scelta di pubblicare le foto dei vip al mare (ognuno è libero di esprimere la sua opinione), bensì la reazione avuta dal pubblico nel vedere, proprio nelle foto, un “giudizio morale” da parte di Signoretti e della giornalista Silvia Crivella, che ha scritto l’articolo. Giudizio che non c’è stato. Chi, infatti, vede nelle fotografie l’intenzione di mettere in vetrina un cambiamento fisico, sta lavorando di fantasia.

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