Consigli utili

Rispondere agli insulti con intelligenza

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Ricevere insulti non è mai qualcosa di piacevole, esso infatti attiva una serie di risposte emotive molto forti che spesso si fatica a controllare.
Infatti, non sempre reagire in modo costruttivo ed efficace è semplice, per questo è importante cerca di adottare alcune strategie e fare alcune considerazioni al fine di imparare a reagire alle prese in giro in modo funzionale e ridurre il dolore e la frustrazione vissuti.

 

Reagire agli insulti: primo passo è la consapevolezza

Subire insulti e, ancor di più offese pesanti e vessazioni, attiva una serie di emozioni negative.

 

In primo luogo, abbastanza comune, è il sentimento della rabbia a cui si accompagnano agiti aggressivi e reazioni, volte spesso a rispondere con “la stessa moneta” ovvero insultando a sua volta l’altro. Questa aggressività tuttavia attiva un’ escalation che può culminare anche in agiti importanti e verbalizzazioni anche molto pesanti.

 

Sicuramente non si attiva una risposta intelligente e funzionale, ma solamente volta a ridurre la tensione provocata dall’altro e dalla rabbia.
Accanto alla rabbia vi è la frustrazione vissuta e talvolta un senso di vergogna associata a fastidio e senso di impotenza.

 

L’insulto infatti colpisce talmente nel profondo che chi lo riceve si sente come messo a nudo e privo di armi per rispondere e difendersi, se non la reazione o l’attacco.

 

Altra sensazione è il dolore e la tristezza che si accompagna talvolta a reazioni come il pianto, l’allontanamento in modo doloroso, al risentimento e alla sensazione di non poter fare nulla per il troppo malessere vissuto, stando quindi fermo.
Tutte queste sensazioni trascinano l’individuo verso comportamenti poco utili e soprattutto volti a incrementare e alimentare ancor di più il vissuto stesso.

 

Pertanto, il primo passo per imparare a reagire agli insulti è quello di essere consapevoli di sé, delle proprie caratteristiche e di queste possibili reazioni alle offese. La consapevolezza dei propri stati emotivi è infatti il primo passo per il loro controllo, per affrontarli e utilizzarli in modo funzionale.

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